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Per la penultima giornata di Festival letterario si torna nell’accogliente sala Rubini del liceo scientifico giuliese M. Curie. Ad inaugurare questa giornata, alle 9 e 15, sarà la poetessa Martina Palandrani che presenterà ai ragazzi il libro “In & Out” con opere dell’artista Giuseppe Stampone. Alle 10 e 15 sarà la volta della scrittrice e poetessa Giovanna Forti con il romanzo “Il segreto dell’amalassunta”. Chiuderà la mattinata al Curie, lo scrittore Mattia Albani con il libro “Il verso del coniglio”. Quest’ultima presentazione avverrà con una perfomance del tutto inusuale che vedrà coinvolti gli studenti, che ne diventeranno parte integrante. Il musicista Lorenzo Piccioni proporrà brani di chitarra classica e acustica.

 

Evento Speciale

La giornata festivaliera si concluderà con la presentazione del romanzo “Soli”, ultima e celeberrima opera letteraria dello scrittore nazionale Giovanni D’Alessandro. L’incontro si svolgerà, alle 21, all’interno della sala consigliare del Comune di Giulianova. Sarà presente l’autore Giovanni D’Alessandro. La serata si aprirà con i saluti del sindaco Francesco Mastromauro.

(in un file a parte troverete tutte le info su libro e autore)

 

 

 

 

Martina Palandrani

 

Martina Palandrani è nata a Giulianova il 24 agosto 1986. Mostrando uno spiccato interesse per la scrittura già da bambina, la sua prima poesia è nata tra i banchi dle liceo. Vive a Giulianova dove lavora in una struttura sanitaria. Studia Psicologia all’Università degli Studi dell’Aquila. In & Out è la sua prima pubblicazione.

 

 

Giuseppe Stampone


Nato il 19 Ottobre 1971 a Cluses (Francia). Residente a Basciano in contrada Salara n°151- Zampitti (Teramo). Si diploma all’Istituto Statale d’Arte di Castelli (TE), laureandosi in seguito all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila. E’ un artista che da anni utilizza tutte le sinergie possibili tra il piano della realtà/reale e quello della realtà/digitale, creando un piano neodimensionale in cui l’opera espande le proprie capacità relazionali e si infiltra in modo capillare nel nostro quotidiano. Stampone agisce usando linguaggi artistici associati alla didattica e rivolti al sociale. Crea piani neodimensionali in cui l’opera espande la sua forza comunicativa inserendosi nella quotidianità per modificarne le relazioni sociali.

Riconoscimenti avuti

  • Vincitore I° premio nazionale alla ventottesima Biennale di Alatri(FR) per giovani artisti. Premiato da Nicola Carrino, Massimo Bignardi, Roberto Lamberelli e Marco Maria Gazzano.
  • Selezionato da Francesco Poli, Lea Mattarella e C.Levi , viene inserito nel catalogo sull’arte moderna Italiana, (quarantesima edizione) edito da G. Mondadori.
  • Finalista alla LV edizione del Premio Michetti, a cura di Stefano Zecchi.

 

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In & Out

Le liriche della giovane poetessa giuliese Martina Palandrani affiancano, nel volume In & Out, le opere dell’artista Giuseppe Stampone. Egli utilizza un tipo di educazione globale nelle sue opere. Come scrive Stampone stesso per “Global Education” s’intende una nuova forma di educazione fatta di “tag” universali che riscrivono un linguaggio attraverso l’utilizzo d’immagini iconiche associate a parole chiave all’interno di un alfabeto globale, evidenziando come oggi l’educazione venga determinata dal flusso di icone informative che assorbono il nostro quotidiano tramite televisione, giornali, internet e soprattutto l’immediatezza di quest’ultimo con l’utilizzo degli smartphone.
L’alfabeto cartaceo si trasformerà in alfabeto digitale accessibile all’interno di una piattaforma in internet appositamente progettata, dove chi si troverà a interagire potrà lasciare sotto forma di parola, foto, video la propria visione del mondo associandola a una o più lettere dell’alfabeto a scelta. Di tutto sarà ricostruita una mappa del mondo che suddividerà l’azione per zone disegnando la geografia di un nuovo alfabeto costruito con la libera interazione di tutte le persone che si connetteranno al sito/piattaforma “Global Education”.
“Global Education” è un progetto iniziato nel 2010 e fin’ora ha visto la realizzazione di un flipper dal titolo “economy”, di una frase scritta sotto forma di alfabeto ”Il gallo canterà tre volte” e tre Abbecedari in lingue diverse: italiano, inglese e spagnolo al quale seguiranno progressivamente tutte le lingue del mondo.
Gli Abbecedari saranno tutti schedati nel sito/piattaforma che inaugurerà ufficialmente a inizio 2012 dove la teoria singola dell’artista sarà messa in relazione con le diverse visioni degli utenti di internet con lo scopo di costruire un nuovo atlante definibile, per la sua natura soggettiva fatta della somma connettiva di individualità, “Atlante delle emozioni”.

(in allegato troverete un esempio di abbecedario di Global Education realizzato da Giuseppe Stampone)

 

Giovanna Forti

 

Giovanna Forti è nata a Castellalto e vive a Roseto degli Abruzzi. Si è laureata in Lettere presso l’Università “La Sapienza” di Roma. È stata insegnante in alcune scuole medie del teramano. Attualmente è impegnata nel sociale, nei comitati ambientalisti e nell’esercizio della cittadinanza attiva. È stata vincitrice del concorso letterario “I pensieri del Poeta” svoltosi nel 2006 a Chieti. Nello stesso anno ha pubblicato una silloge di racconti intitolata Colline Incantate e nel 2007 è uscito il suo memoir Caval Morella.

 

 

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Il segreto dell’amalassunta

 

Inizio anni Cinquanta del secolo corso. Una giovane donna scompare da un casolare dell’Abruzzo collinare. Le sue tracce si perdono lungo i sentieri impervi dei Monti Sibillini. Attorno al caso rimasto insoluto perdurano antiche dicerie: che la donna fosse dotata di poteri magici, una strega o sibilla tornata a rintanarsi nel grembo della montagna madre? Giovanna Forti trae spunto dalla memoria di quella vicenda per rituffarsi nel mondo incantato della propria infanzia, spinta dal desiderio di rimetterein scena ambienti assai suggestivi, teatri di vita comunitaria, feste paesane e antichi riti, un Abruzzo che pare quasi arcaico e invece è appena scomparso dietro l’angolo. A far da sfondo a questo singolare viaggio tra le tradizioni popolari si trovano gli antenati, ancora vivi nella memoria collettiva, che si fanno spettatori silenti delle vicende dei vari protagonisti e che li accompagnano con passo leggero verso il futuro. Nel magma di una società in rapida trasformazione emerge il protagonismo di una generazione volta a inseguire il sogno di un mondo migliore da realizzare giorno dopo giorno nel villaggio globale. E fiorisce, tra le altre, una speciale storia d’amore e per essa l’io narrante subisce una metamorfosi.

 

 

Mattia Albani

 

Mattia Albani, scribacchiatore, facitore di versi e agitatore culturale, è nato nel 1986. Per vent’anni ha abitato il secondo quartiere più malfamato di Giulianova dove ha fatto amicizia con un sacco di persone interessanti.

Mattia è un ragazzo di una bellezza unica al mondo. Un giorno decise di farsi buddhista, ma lasciò perdere perché la cosa non era più di moda. Può vantarsi tra amici e parenti di aver conseguito vari riconoscimenti in concorsi letterari nazionali e internazionali. I concorsi letterari – così come i festival – lo mettono di cattivo umore.

Mattia può vantarsi anche di aver pubblicato un paio di libri. L’ultimo è “Il verso del coniglio”)Schena, 2010 – Premio “V. Gentile”) denominata “L’apnèa dei 22. Rincalzi d’albe e scucite metafore (Aletti Editore, 2008). Il primo, “L’apnea dei 22 (Aletti, 2008). Scrivere libri lo rende più bello.

Nel tempo libero Mattia scrive, ripensa alle cose strane della vita, parla con i suoi tre amici immaginari (tre cevi cappuccini di nome Marcel, Ellinghton e Diwie), legge libri di tutti i generi e pratica asocialità autoreclusiva volontaria.

Mattia è acrofobico, agorafobico, antropofobico, apifobico, demofobico, hafefobico, sociofobico, palesemente paranoico, tendenzialmente ipocondriaco e, ultimamente, anche sospettevolmente anaffettivo.

Mattia, inoltre, è affetto da personalità multipla e ogni personalità ha un suo nome e cognome: Vincent Ek (guardiaboschi svedese), Matt Dawnanuss (clochard inglese di origini sconosciute), Pietro Nioudas (incompreso imbroglione cagliaritano), Anton Früherarsch (grande utopico tedesco naturalizzato americano) e Vladislav Bàthory (ematologo rumeno). A causa del suo disturbo della personalità, Mattia Albani tende troppo spesso a parlare di sé in terza persona. E questo infastidisce molti.

 

Mattia ha pure un myspace (che una volta faceva tanto chic): www.myspace.com/mattiaalbani

ed è anche su Facebook, Twitter e Google + (cha attualmente fa tanto chic).

 

 

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Il Verso del coniglio

 

Nella rigorosa comunità Amish della Pennsylvania, dove i precetti e i costumi dell’antica religione dei padri non vengono minimamente scalfiti dal progresso tecnologico e dalla modernità, il diciassettenne Samuel Nietzsche è assalito da una misteriosa malattia, che nel giro di pochi mesi in crisi tutte le sue certezze e le sue prospettive. La sincera amicizia del coetaneo, Jacob Goethe, resta per lui l’unica luce, mentre tutto il suo mondo gli crolla addosso. La tradizionale fase di passaggio dall’adolescenza all’età adulta sarà accompagnata dall’impercettibile presenza di conigli…

 

Corollario:

  • Le cose che racconti, alla fine ti raccontano;
  • Bisogna aver coscienza, non paura. Coscienza che un giorno, forse, non saremo mai quello che saremmo voluti diventare;
  • La scuola ci fa inseguire i sogni dei nostri genitori, fare lavori che i nostri genitori sognano che noi facciamo. Noi non siamo i nostri genitori, non siamo i nostri professori. Noi siamo noi. Da un momento all’altro protagonisti di un romanzo che forse non leggeremo mai;
  • Non siamo speciali, non siamo un pezzo bello, unico e raro. Siamo materia organica che si decompone come ogni altra cosa. Bisogna farsi in quattro per poter mettere la testa fuori dalla moltitudine che ci somiglia. La distinzione viene dalla volontà. La volontà dalla dignità;
  • Non cercate la realtà nei libri. Se volete la realtà, aprite la finestra e guardate in strada;

 

P.S.: alla fine Samuel Nietzsche muore.

 

 

 

1°Festival Nazionale della Letteratura – Giulianova

 

Patrizia Di Donato presidente del Premio

 

Leonardo Nodari direttore del Premio

 

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