GIULIANOVA – Si Ú svolta nella serata di ieri, in sala Buozzi, la cerimonia di consegna dellâattestato di conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre, come deliberato lo scorso 30 dicembre dal Consiglio Comunale. La pergamena Ú stata donata dal Sindaco Jwan Costantini e dal Presidente del Consiglio Comunale Roberto Mastrilli al figlio della senatrice, Luciano Belli Paci. Con lui, al tavolo dei relatori, lâonorevole Emanuele Fiano, scrittore, figlio di Nedo Fiano. La cerimonia ha preceduto lâ evento âIl ricordo e la memoriaâ promosso dallâ associazione â CulturiAmoâ. La serata, moderata da Cinzia Mattiucci, si Ú conclusa con la proiezione di âLilianaâ, docu-film del 2024 del regista Ruggero Gabbai, efficacemente introdotto da Fiano.
Erano presenti in sala le massime autorità civili e militari di Giulianova e del territorio, amministratori locali, provinciali e regionali, esponenti del mondo ecclesiastico, accademico, culturale e associativo.
Sono intervenuti il Sindaco Jwan Costantini, il Prefetto di Teramo Fabrizio Stelo, lâassessore alla Pubblica Istruzione Lidia Albani.
Luciano Belli Paci ha ringraziato, ma soprattutto ha sottolineato come questa cittadinanza, lâultima di una serie lunghissima, venga attribuita in un momento storico estremamente delicato. Se la prima delle conseguenze nefaste del conflitto israeliano Ú stata infatti la perdita di migliaia di vite umane, la seconda Ú stata il sinistro riaffiorare dellâ antisemitismo. Liliana Segre, vittima incolpevole dellâ Olocausto, Ú al centro di una campagna dâodio che trova nel web una potente cassa di risonanza. Contro di lei, che pure ha pubblicamente condannato la guerra in corso, il fronte ideologico filopalestinese. Prima ancora, gli insulti del popolo no-vax, di quello maschilista, dei denigratori della Terza età . Liliana Segre, sotto scorta a 96 anni, dopo lâorrore del campo di sterminio, Ú oggi assediata dal pregiudizio, , dallâignoranza e dalla violenza verbale. Unâ umanità ferita ma incredibilmente forte, la sua, che Ú stata raccontata ieri sera, attraverso le parole del figlio Luciano e la narrazione di un film capace di segnare le coscienze, la memoria personale e quella collettiva.