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La storia infinita della Riserva del Borsacchio, area naturale protetta istituita dalla Regione Abruzzo nei comuni di Giulianova e Roseto degli Abruzzi, si arricchisce di una nuova puntata. La scelta di lunedì scorso del Consiglio Comunale di Giulianova di deliberare una richiesta alla Giunta ed al Consiglio Regionali finalizzata ad una riduzione del perimetro della Riserva del Borsacchio, escludendo il territorio di Giulianova, è inaccettabile. È inaccettabile perché:

  • è avvenuta senza alcun dibattito cittadino;
  • non è stata minimamente motivata dal punto di vista ambientale;
  • arriva dopo anni dall’approvazione del perimetro della Riserva;
  • è legata alla volontà di consentire una dichiarata “riqualificazione” dell’area sottratta alla Riserva che prevede però la realizzazione di edilizia residenziale e turistica. Nelle aree naturali protette le vere opere di riqualificazione sono promosse e anche agevolate nel reperimento dei finanziamenti, ma ovviamente deve trattarsi di vere riqualificazioni e non di interventi edilizi che peraltro andrebbero ad insistere lungo l’asta fluviale del Fiume Tordino (un corso d’acqua che ha bisogno di reali interventi di recupero ambientale piuttosto che di nuovo cemento);
  • apre la strada ad una riperimetrazione della Riserva che una preoccupante politica trasversale agli schieramenti porta avanti da anni mantenendo nell’immobilismo più assoluto una riserva naturale creata nel lontano febbraio 2005;
  • è frutto di una visione vecchia secondo cui le aree naturali protette bloccano lo sviluppo e preferisce inseguire il mito di un continuo consumo del territorio.

 

Purtroppo oggi si paga l’immobilismo che ha da sempre contraddistinto le Amministrazioni Pubbliche responsabili della gestione della Riserva. Innanzitutto il Comune di Roseto degli Abruzzi (comune capofila per la gestione della Riserva) che non è stato in grado di approvare un Piano di Assetto Naturale della Riserva (costato 230.000 euro!). E per seguire la Provincia di Teramo che, nonostante le siano state trasferite le competenze gestionali della Riserva nel novembre del 2008, non ha nominato l’Organo di Gestione della Riserva né ha approvato il piano di assetto naturalistico. Una inerzia non scusabile, intollerabile e mai spiegata, che comincia quindi a dare i suoi nefasti frutti. Ancora una volta cercheremo di contrastare questa scelta dannosa per la Riserva del Borsacchio. Sarebbe opportuno che si aprisse un serio confronto con gli amministratori locali, provinciali e regionali che dovrebbero spiegare una volta per tutte cosa vogliono fare di questa riserva.

 

 

Centro di Educazione Ambientale “Peppino Torresi” Comitato cittadino per la Riserva Naturale Regionale del Borsacchio

WWF Teramo