Nel leggere l’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale questa Associazione ha appreso che l’amministrazione si appresta ad adottare una variante specifica al P.R.G., inerente un’area in via XXIV Maggio, presumibilmente tesa a realizzare nuovi volumi edificatori, e a monetizzare, in vista di una futura vendita, un’area di parcheggio pubblico in via Amalfi.
Prescindendo, in questa sede, dal giudizio sull’opportunitร  o meno di una variante ad un P.R.G. approvato solo da un paio di anni, non conoscendo la natura e l’entitร  dell’intervento, e sulla necessitร  di eliminare aree destinate a standard urbanistici, in particolar modo parcheggi, in un contesto urbano dove, soprattutto d’estate, la carenza di posti auto pubblici รจ nota, l’associazione deve stigmatizzare come tali scelte vengano portate all’esame di uno degli ultimi, se non l’ultimo, Consiglio Comunale prima delle prossime elezioni, senza che la cittadinanza sia stata minimamente coinvolta nelle scelte che investono il nostro territorio.
Il Comune di Giulianova, che tanto si vanta di aver iniziato un’esperienza di democrazia partecipativa che, a detta dei promotori, tutta la Regione, ed oltre, ci invidia, disattende platealmente quanto previsto dal “Regolamento per la partecipazione popolare, ai sensi dell’art. 7, D.Lgs 267/2000, e dell’art. 10 dello Statuto comunale”, che, all’art. 21, prevede che i quartieri possano esprimere pareri su varianti urbanistiche, convenzioni urbanistiche, ecc.
Ma a Giulianova, purtroppo, la partecipazione democratica avanza a due velocitร : rapidissima quando si tratta di fare proclami e convegni, lentissima, se non immobile, quando si tratta di dare il supporto minimo ai comitati affinchรฉ svolgano, in piena libertร , la propria funzione.
Un’ulteriore occasione persa di coinvolgimento dei cittadini in scelte fondamentali per la cittร , soprattutto nei casi in questione che, pur non conoscendo nei dettagli, e non potendo giudicare nell’opportunitร  e nell’utilitร , riguardano un immobile vicinissimo ad una testimonianza storica della cittร  (l’ex confettificio Orsini), in un contesto paesaggistico delicato, e un bene pubblico che, forse, sarebbe piรน utile far rimanere nella disponibilitร  di tutti.
Ci aspettiamo che i “fautori della democrazia”, che tanto spesso leggiamo sulle cronache locali, e i consiglieri tutti, vogliano riflettere sull’opportunitร  della discussione di un ordine del giorno su argomenti che, per la loro importanza e le probabili ricadute sul territorio, meriterebbero un maggiore coinvolgimento dei cittadini e delle forze sociali della cittร .